Certego, una società italiana specializzata in servizi di Detection & Response, ha avviato una collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia al fine di lanciare un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale per supportare il lavoro dei Security Operation Center.
Alla base di questo progetto c’è la crescente pressione che grava sulle difese informatiche, dovuta al costante aumento di attacchi informatici che imperversano sull’Italia, come mostrato dall’ultimo rapporto Clusit. Durante l’anno 2025, infatti, le realtà della nostra penisola hanno subìto 507 attacchi gravi, il 42% in più rispetto al 2024.
Ad un numero di attacchi così elevato può risultare difficile rispondere ed è bene tenere in considerazione il fatto che non tutti possano essere gestiti allo stesso modo, in base a gravità ed entità del danno. Questa molteplicità di fattori può mettere duramente alla prova gli operatori dei SOC, i quali spesso si trovano sopraffatti dalla mole di operazioni da eseguire. Ed è qui che ReferoAI entra in gioco.
ReferoAI è una startup controllata al 67% da Certego, al 18% dal manager Bernardino Grignaffini Gregorio e al 15% (ciascuno) dai tre professori dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Mauro Andreolini, Mirco Marchetti e Dario Stabili. Lo scopo di questa tecnologia non è quello di sostituire gli operatori di cybersicurezza, ma quello di affiancarli nelle operazioni più routinarie come la raccolta di dati da fonti diverse, la verifica dei log, la correlazione degli eventi, l’analisi della cronologia degli accessi, la valutazione della gravità e la scelta delle azioni da intraprendere. Grazie al supporto di ReferoAI, pensato per raccogliere autonomamente le informazioni utili da diverse aree della rete aziendale, unirle in un quadro coerente e consegnare all’analista una valutazione già strutturata della minaccia, gli operatori possono tagliare una parte di lavoro che potrebbe impiegarli per giorni.
La sperimentazione verrà effettuata a partire dalla piattaforma PanOptikon, di proprietà di Certego, per verificare la validità del progetto. La piattaforma software, tuttavia, è universale e può essere adattata a qualsiasi centro di sicurezza informatica.
“Costruire un’intelligenza artificiale capace di integrare ragionamento automatico e interazione in linguaggio naturale in un contesto critico come la cybersecurity è una sfida scientifica enorme. Non stiamo assemblando pezzi di tecnologia già pronti. Stiamo affrontando problemi aperti per offrire una soluzione nuova a un problema che tocca da vicino la sicurezza digitale di tutti noi”, hanno commentato i soci fondatori.
Si è da poco conclusa la terza edizione della CYBSEC EXPO a Piacenza. Guarda il recap finale della fiera!










