lunedì, 16 Febbraio 2026

La protezione – fisica e ibrida – delle pipeline

È stato un panel di grande interesse quello che ha chiuso la sessione di convegni nella giornata inaugurale della Pipeline & Gas Expo di Piacenza, che si è concentrato su sicurezza, monitoraggio e controllo delle pipelines, sia sotto l’aspetto fisico che sotto quello cibernetico.

Sotto lo sguardo attento del moderatore Angelo Scorza, direttore responsabile della rivista Ship2Shore, ad aprire le danze è stata Federica Livelli, Business Continuity & Risk Management Consultant/CLUSIT Direttivo, BCI SIG Cyber Resilience Committee, FERMA Digital Committee Member, che ha richiamato l’attenzione sulla continua evoluzione delle minacce informatiche, delle armi per combatterle, del bisogno di una formazione costante e “umana” in un momento di policrisi globale, con panorami geopolitici e geoeconomici in subbuglio totale. Bisogna cercare di garantire sempre più una cultura cyber che sia diffusa ed inglobata in ogni organizzazione, dato che le nostre infrastrutture per essere sicure devono essere gestite secondo un approccio resiliente. L’importante, nella cybersecurity come nella vita, non è non cadere ma riuscire – quando si cade – a rialzarsi nel più breve tempo possibile per garantire continuità ai nostri sistemi.

Della stessa opinione è stato Tommaso Massa, giornalista di RID – Rivista Italiana della Difesa, che ha confermato una tendenza di ipercompetizione tra i vari attori mondiali che ha portato alla creazione di nuovi obiettivi sensibili, nuove infrastrutture critiche – come, per esempio, quelle energetiche – una volta meno considerate, oggi asset da proteggere (o da attaccare) come obiettivo primario.

A riportare il focus sulla protezione delle pipeline ha pensato Giulio Marino Cappelletti, Contrammiraglio del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, uno “spinoff” della Marina Militare con identità interministeriale nato per promuovere, sviluppare, coordinare le sinergie delle diverse eccellenze nazionali nel settore sottomarino. Il Contrammiraglio ha evidenziato le difficoltà del monitoraggio delle pipeline, ma anche dei cavi di comunicazione o di fibra ottica, che si snodano sul fondo del mare, un ambiente opaco, viscoso e, soprattutto, esplorato soltanto al 27% del totale. Difficile, certo, ma non impossibile, grazie al centro di ricerca, al CSSN – Centro di Supporto e Sperimentazione della Marina Militare di La Spezia e, soprattutto, grazie alle tecnologie e ai droni sottomarini di Saipem.

A questo punto è subentrato Stefano Meggio, Head of Defense di Sonsub, che si occupa della tecnologia subacquea di Saipem e la cui missione è quella di ridurre quanto più possibile l’impiego del personale sott’acqua in favore delle tecnologie a guida autonoma. I droni, giustappunto, come quelli della famiglia Hydrone, con cui si ha la possibilità di monitorare ed eventualmente intervenire sulle reti sottomarina in brevissimo tempo anche in casi di estrema profondità. È fondamentale – ha spiegato – essere pronti ad intervenire in tempi brevissimi.

Per chiudere il panel, Gaetano Sanacore, Direttore Scientifico Dell’Osservatorio per La Cyber-Resilienza & AI delle Infrastrutture Energetiche, ha sottolineato l’importanza di avere un quadro normativo e legislativo chiaro, di individuare la compliance e gli standard corretti, come – in questo caso – la IEC62443 in ambito di automazione e sistemi di controllo.

Maggiori informazioni e dettagli più approfonditi su questo convegno saranno diffusi nei prossimi giorni sui principali portali della fiera, quali cybsec-news.it e pipeline-news.it.

Restate connessi!

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