Eolica, solare, idroelettrica, nucleare, fossile… Sebbene le infrastrutture di produzione di energia elettrica siano diverse, i fornitori e distributori europei si trovano ad affrontare una sfida comune: interconnettere sempre più le proprie reti, garantendo al contempo elevati livelli di cybersecurity, in risposta a una crescente ondata di attacchi informatici che minaccia la stabilità e la resilienza del sistema energetico.
Scenario
Le infrastrutture elettriche europee rappresentano uno dei pilastri fondamentali della sicurezza nazionale e della continuità economica europea. Tuttavia, la crescente digitalizzazione e l’interconnessione di questi ecosistemi critici hanno esposto il settore energetico a minacce cyber sempre più sofisticate e pervasive. Senza dimenticare che la convergenza tra sistemi IT (Information Technology) e OT (Operational Technology) ha creato nuove vulnerabilità che gli attaccanti sono pronti a sfruttare, rendendo urgente l’implementazione di strategie di cyber resilienza robuste e strutturate.
È doveroso evidenziare che l’Europa si trova ad affrontare una sfida complessa: modernizzare le proprie reti elettriche, garantendo al contempo la massima protezione contro le minacce cyber. Tuttavia, le nostre infrastrutture elettriche sono costituite da infrastrutture legacy – spesso progettate senza considerazioni di sicurezza informatica – che devono essere integrate con tecnologie moderne, mantenendo operatività e sicurezza. Inoltre, lo scenario è ulteriormente complicato da un panorama normativo di cybersecurity e sicurezza dei dati in rapida evoluzione, che include le Direttive NIS2 e CER (Critical Entities Resilience), il Cybersecurity Act, il GDPR, lo standard IEC 62443, la direttiva e la Cyber Resilience Act (CRA).
Il panorama delle minacce cyber vs. infrastrutture elettriche
Le minacce cyber alle infrastrutture elettriche sono aumentate considerevolmente negli ultimi anni. Inoltre, è interessante evidenziare che, se inizialmente gli attacchi erano principalmente opportunistici e orientati al profitto, oggi assistiamo a campagne sempre più sofisticate e state-sponsored che mirano a destabilizzare interi sistemi nazionali.
In particolare, gli Advanced Persistent Threats (APT) rappresentano oggi la minaccia più seria per le infrastrutture elettriche europee, in quanto gli attori criminali – spesso supportati da stati nazionali – dispongono di risorse significative e competenze tecniche avanzate, permettendo loro di condurre operazioni di reconnaissance prolungate e sviluppare exploit zero-day specificamente progettati per i sistemi industriali.
Il ransomware industriale ha acquisito particolare rilevanza negli ultimi anni, con gruppi criminali che hanno sviluppato varianti specifiche per i sistemi OT e che non si limitano più alla semplice cifratura dei dati, ma includono, altresì, componenti di sabotaggio operativo che possono causare interruzioni ai sistemi di controllo.
Inoltre, gli attacchi alla supply chain delle infrastrutture elettriche rappresentano un’altra minaccia crescente, dovuta alla complessità delle catene di fornitura moderne, che includono componenti hardware, software e servizi da fornitori globali, creando molteplici vettori di attacco. Ne consegue che la compromissione di un singolo fornitore può potenzialmente impattare centinaia di infrastrutture critiche.
Le minacce insider rimangono un’altra preoccupazione significativa, particolarmente nel contesto della convergenza IT-OT. Senza dimenticare che dipendenti con accesso privilegiato a sistemi critici possono causare danni considerevoli, sia intenzionalmente che accidentalmente.
La Sfida della Convergenza IT-OT
È importante sottolineare che, tradizionalmente, i sistemi OT delle infrastrutture elettriche operavano in ambienti isolati, con protocolli proprietari e interfacce limitate verso l’esterno; di fatto tale air gap fisico garantiva una protezione intrinseca contro molte minacce cyber. Nel tempo, la crescente esigenza di efficienza operativa, di monitoraggio remoto e di gestione centralizzata ha portato alla convergenza tra sistemi OT e IT. Ovvero, la digitalizzazione delle reti elettriche se, da un alto, ha introdotto vantaggi in termini di flessibilità, di efficienza e di gestione, dall’altro lato ha ampliato le superfici di attacco dato che i sistemi OT, spesso, non integrano funzionalità di sicurezza come crittografia, autenticazione robusta e logging dettagliato, risultando così particolarmente vulnerabili.
Inoltre, la complessità architetturale, derivante da questa convergenza, impone la gestione di ambienti ibridi in cui le infrastrutture legacy pongono sfide specifiche dato che molti sistemi come SCADA e DCS sono stati progettati in un’epoca in cui la cybersecurity non era prioritaria e, spesso, usano protocolli non crittografati e sistemi operativi obsoleti, difficili da aggiornare, soprattutto se non più supportati dai fornitori originali.
Pertanto, per garantire un’integrazione sicura tra componenti legacy e nuove tecnologie, sono necessari approcci innovativi: soluzioni di bridging, traduzione di protocolli, DMZ industriali, firewall specializzati e sistemi di monitoraggio dedicati, che assicurino l’isolamento e il controllo degli accessi, senza compromettere le prestazioni operative.
Framework Normativo Europeo
Di seguito le normative a cui devono rispondere le infrastrutture elettriche in Europa e, precisamente:
Direttiva NIS2 – Essa rappresenta un significativo passo avanti nella regolamentazione della cyber resilienza delle infrastrutture critiche europee, introducendo obblighi specifici in termini di: risk assessment, incident response e business continuity. Gli operatori devono implementare misure tecniche e organizzative appropriate per gestire i rischi di sicurezza dei sistemi informatici e di rete utilizzati per le loro operazioni. Inoltre, la direttiva enfatizza l’importanza della supply chain security, richiedendo agli operatori di valutare e gestire i rischi cyber associati ai loro fornitori e partner. Un aspetto particolarmente rilevante per le infrastrutture elettriche, che dipendono da complesse catene di fornitura globali per componenti hardware e software critici.
Cybersecurity Act: Certificazione e Standardizzazione
Il Cybersecurity Act europeo ha stabilito un framework per la certificazione cyber a livello dell’Unione Europea, creando un sistema armonizzato di schemi di certificazione che può essere applicato in tutti gli Stati membri. Per le infrastrutture elettriche, questo significa che componenti e sistemi critici possono ora essere certificati secondo standard comuni, facilitando l’interoperabilità e migliorando la sicurezza complessiva.
L’atto ha anche rafforzato il mandato dell’ENISA (European Union Agency for Cybersecurity), conferendo all’agenzia maggiori poteri nella coordinazione delle attività di cyber sicurezza a livello europeo e nello sviluppo di linee guida tecniche per settori specifici.
GDPR per la protezione dei dati nelle smart grid – Il GDPR ha implicazioni significative anche per le infrastrutture elettriche moderne, particolarmente nel contesto delle smart grid e dei sistemi di misurazione intelligente. DI fatto, i dati di consumo energetico possono rivelare informazioni sensibili sui comportamenti e le abitudini degli utenti, rendendo necessaria l’implementazione di misure di protezione appropriate. Le utenze elettriche devono, quindi, bilanciare le esigenze operative con i requisiti di privacy, implementando tecnologie come la differential privacy – che permette di “sporcare” i dati personali rendendoli anonimi, sin dal momento della raccolta – e l’anonimizzazione dei dati.
CER (Critical Entities Resilience) Directive – La nuova direttiva introduce un cambiamento di paradigma, spostando l’attenzione dalla sola protezione fisica alla resilienza operativa delle infrastrutture critiche. L’obiettivo è garantire che le entità designate come critiche siano in grado di resistere, adattarsi e riprendersi rapidamente da eventi avversi, assicurando la continuità dei servizi essenziali di fronte a minacce sempre più complesse e interconnesse.
IEC 62443: Standard Internazionale per la Sicurezza Industriale – Lo standard fornisce un framework per la sicurezza dei sistemi di controllo industriale ed è particolarmente rilevante per le infrastrutture elettriche in quanto fornisce una guida dettagliata per la segmentazione di rete, l’autenticazione e il controllo degli accessi nei sistemi OT. Inoltre, l’IEC 62443 introduce il concetto di Security Level (SL), che permette agli operatori di classificare i loro sistemi in base ai rischi e implementare controlli di sicurezza appropriati.
Cyber Resilience Act (CRA) – Esso ha introdotto requisiti di sicurezza obbligatori per tutti i prodotti con elementi digitali immessi sul mercato europeo. Ciò comporta per le infrastrutture elettriche che tutti i nuovi componenti hardware e software dovranno soddisfare requisiti minimi di sicurezza cyber. Di fatto, il CRA enfatizza l’approccio “security by design”, richiedendo ai produttori di considerare la sicurezza fin dalle prime fasi del processo di sviluppo, mirando a migliorare la sicurezza complessiva delle infrastrutture elettriche future.
Strategie di Cyber Resilienza
L’implementazione di una strategia di difesa strutturata e multi-layer è essenziale per proteggere le infrastrutture elettriche dalle minacce cyber moderne e prevede diversi livelli di protezione, ciascuno progettato per mitigare specifiche tipologie di minacce, tra cui:
Protezione perimetrale – È necessario considerare l’implementazione, a livello perimetrale, sistemi di next-generation firewall e intrusion prevention systems, in grado da fungere da prima linea di difesa contro attacchi esterni e che devono essere configurati per comprendere e filtrare il traffico dei protocolli industriali, richiedendo expertise specializzate nella sicurezza OT.
Segmentazione di rete – La segmentazione di rete rappresenta un ulteriore elemento critico della strategia multistrato dato che, l’implementazione di micro-segmenti permette di isolare sistemi critici e limitare la propagazione laterale degli attacchi. Tecnologie come Software-Defined Networking (SDN) e Zero Trust Network Access stanno emergendo come soluzioni promettenti per la gestione dinamica della segmentazione.
Gestione delle identità e degli accessi in ambienti OT – La gestione delle identità e degli accessi negli ambienti OT presenta sfide uniche rispetto ai tradizionali sistemi IT, considerando che i sistemi industriali, spesso, utilizzano account di servizio condivisi e autenticazione debole che creano significativi rischi di sicurezza.
Pertanto, l’implementazione di soluzioni Privileged Access Management (PAM), specifiche per ambienti industriali, è essenziale per controllare e per monitorare l’accesso a sistemi critici. Si tratta di soluzioni che supportano protocolli industriali legacy, fornendo strategie di strong authentication, session recording e just-in-time access.
Identity federation – La federazione di identità tra i sistemi IT e OT permette di creare un framework coerente per la gestione degli accessi, riducendo la complessità amministrativa e migliorando la sicurezza complessiva.
Monitoring e threat detection – Il monitoraggio continuo delle infrastrutture elettriche richiede soluzioni specializzate capaci di comprendere i pattern operativi normali e di identificare anomalie che potrebbero indicare una compromissione. Pertanto, le tradizionali soluzioni SIEM (Security Information and Event Management) devono essere integrate con OT-specific monitoring tools per fornire visibilità completa. Inoltre, esistono soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e sul machine learning per la detection di minacce avanzate, oltre ad essere in grado di analizzare enormi volumi di dati operativi per identificare comportamenti anomali che potrebbero sfuggire ai tradizionali sistemi “rule-based”.
Ancora, l’integrazione di threat intelligence specifica per il settore elettrico permette di contestualizzare gli alert e prioritizzare le risposte basandosi su informazioni aggiornate sulle minacce emergenti.
Business Continuity e Disaster Recovery – La continuità operativa rappresenta un aspetto critico per le infrastrutture elettriche, rendendo indispensabile l’adozione di strategie robuste di business continuity e disaster recovery. Tali strategie devono tenere conto non solo di interruzioni dovute ad attacchi informatici, ma anche di eventi naturali o guasti tecnici.
È fondamentale, inoltre, che l’implementazione di sistemi ridondanti e backup operativi sia accompagnata da adeguate misure di sicurezza. Se non correttamente protetti e monitorati, questi stessi sistemi possono infatti diventare vettori di attacco.
In questo contesto, i piani di emergenza devono includere procedure chiare per:
- l’isolamento rapido dei sistemi compromessi,
- la commutazione sicura ai sistemi di backup,
- e il ripristino controllato delle operazioni, in conformità con le normative di cybersecurity vigenti.
Infine, è essenziale verificare regolarmente l’efficacia di questi piani attraverso esercitazioni tabletop e cyber drill realistici, così da garantire che personale e processi siano pronti ad affrontare situazioni critiche reali.
Conclusioni
La cyber resilienza delle infrastrutture elettriche europee è una sfida articolata che richiede un approccio olistico e multidisciplinare. Di fatto, la convergenza tra IT e OT, la presenza di infrastrutture legacy e il continuo evolversi del quadro normativo delineano un contesto dinamico che impone una cybersecurity strutturata, oltre che un adattamento costante, la collaborazione tra settori, investimenti duraturi in tecnologie avanzate e competenze specialistiche. Pertanto, solo attraverso un approccio coordinato e integrato sarà possibile garantire un ecosistema elettrico europeo efficiente e sicuro.
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